nov 16 2011

Le cronache dello Sguardo dell’altro in Bosnia e Polonia.

Alberto Brancolini

Il progetto Lo Sguardo dell’Altro dello YEPP Albenga è stato in Bosnia e in Polonia. Due viaggi piacevoli ma intensi, di cui questo video è la testimonianza.

Musica:

Anti-Gravity Drive, Pyramedics of the Pyramidion, Fire Down Below from album Anti-Gravity Drive by SoLaRis;

All I Have (Radio Edit), Club Anthem 2011 (Original Mix) by Discoboutique;

A – Triolism, F – Msiloirt from album Ursula Minor by Andalib Sukut;

Illusion Dream Machine from album Metamorphosis by Chill’em;

Soft Beatz from album Electromotion by Elecro-Jot;

Havkosko, Am Un Bade, A Bre Ludo, Imate Li Vino from album Opus 1 by Les Inedits Tziganes;

Ballade #1 in G minor, Op. 23 by Frederic Chopin,
from album The Pianist – Original Motion Picture Soundtrack, performed by Janusz Olejniczak.

Fonts: Bolonewt by Jason Pagura; Fibel by Peter Wiegel


nov 1 2011

Manifesto e video per la petizione popolare contro la privazione dei servizi scolastici a Imperia

Alberto Brancolini

La giunta comunale di Imperia ha espresso la volontà di privatizzare i servizi scolastici, compresa la mensa scolastica. L’intera minoranza consigliare si è unita per contrastare e fermare questo progetto.

Non mi addentro nell’opinione politica e amministrativa che ho su questa faccenda -il video è esaustivo- ma ho prodotto, confesso in modo estemporaneo, del materiale informativo per sensibilizzare i cittadini.

incorporato da Embedded Video

serismanifesto

Musica: Devil and the Dollar, da American Blues Delux Part One di Dennis Logan.

Fonts: Fibel di Peter Wiegel; Exmouth di PrimaFont.


mag 24 2011

Manifesto per i referendum sull’acqua pubblica

Alberto Brancolini

Una classica accusa mossa alla gente di sinistra è di non saper comunicare alla pancia degli elettori.

Ma se non è parlare alla pancia questo, mi domando cosa possa mai fare. (Sì, lo so: sesso, anche per le stupidaggini. Mi rifiuto!)

Questo manifesto è stato inventato per cercare di smuovere gli inamovibili, quelli a cui non frega niente di nessuno, ma se non potranno più stare in pace manco al cesso, magari fino al seggio ci arriveranno.

middlepoint

Un grazie immenso a Omar, che si è prestato a fare da modello; a Irene, che ha scattato la foto; e a Francesco, che mi ha dato consigli per il copy.


feb 8 2011

Istruzione. Cooperazione. Partecipazione.

Alberto Brancolini

Istruzione, cooperazione e partecipazione. Un manifesto 70 x 50 per questi tre valori cardinali nella rifondazione della società democratica. In questa società di consumisti, stiamo attenti a non buttarli.

Print

Le tre parole sono state scelte da Luca Napoli e da me.


gen 20 2011

Leone d’Italia

Alberto Brancolini

Comincia l’anno del Giubileo nazionale, nel generale disinteresse. Per quanto riguarda me, invece, ho deciso di documentarmi e sono incappato in questa affermazione di Mazzini: “Un popolo che ha memoria dorme il sonno del leone”. Un bel leone italico ruggisce per risvegliare questo popolo che alla memoria preferisce di gran lunga la TV.

lionsleep

Per il profilo internet e altri usi, ho salvato l’icona:

leoneVettoriale

nov 17 2010

La Revolution est commencée

Alberto Brancolini

Gli studenti dei licei di Imperia sono insorti contro la riforma Gelmini (ossia i tagli di Tremonti con una parrucca castana) e hanno fatto consumare un po’ di bytes e inchiostro. Stupendo, meraviglioso, eccezionale!

L’ispirazione è stata immediata.

larevolution

Il testo riportato è stato concordato dai rappresentanti degli studenti del liceo Vieusseux (il mio liceo!) e De Amicis di Imperia.


ott 11 2010

Commemorazione degli Alpini caduti

Alberto Brancolini

Oggi sono rientrate in Italia le salme dei quattro alpini caduti in Afghanistan.

Per commemorare l’accaduto e testimoniare il nostro dolore, ho creato per la bacheca del partito questo semplice e silenzioso manifesto.

requiemalpini

ott 9 2010

Dolenti declinare: Due anni di Governo (AA.VV.)

Alberto Brancolini

Questa mattina un garrulo giovanotto, scortato niente meno che dal sindaco della mia città e da un noto consigliere regionale, ha consegnato al sottoscritto relatore una lettura. Dovevano ritenere che prenderne visione sia fondamentale, poiché gli hanno fatto sapere che una seconda copia gli verrà presto recapitata a casa, via posta.

Lo stampato si presenta in formato quadrato di lato 20 centimetri, di carta patinata opaca leggera, rilegatura con graffette.
La copertina riporta un titolo -in Times New Roman grassetto- con la parola “Governo”, quattro sottotitoli che richiamano questioni di grande interesse pubblico -sempre in Times New Roman- una fotografia in alto ritraente un’assemblea parlamentare italiana e altre quattro fotografie più in basso. La presenza a piè di pagina del simbolo dell’attuale partito di maggioranza conferma l’impressione che la lettura non abbia per tema gli aspetti della vita della città, ma la politica nazionale.
Scorrendolo velocemente il lettore potrà notare l’impaginatura a doppia colonna asimmetrica, il testo scritto con carattere a bastone non graziato e la presenza di molte fotografie. I soggetti sono i più vari, eccezion fatta per un elemento ricorrente: un uomo sorridente dal viso così tondeggiante e luminoso da sembrare una maschera -ma si sa che l’uso di cosmetici è ormai comune tra i maschi- vestito sempre in doppiopetto scuro, camicia azzurra e cravatta blu. Dimostra all’incirca 40 anni, ma date le precedenti considerazioni sulla cosmesi sospetto che sia più anziano. La sua presenza, sporadica nelle prime pagine, si intensifica alla fine, tanto da occupare quasi integralmente la quartultima, la terzultima e la quarta di copertina. Nello specifico, i siti Internet riportati sulla quarta sembrano identificare quest’uomo come il Berlusconi -di nome Silvio- che il simbolo di partito indica come Presidente.
Spiccano in tutto lo stampato i toni del blu: evidentemente la tinta caratteristica del partito. Il relatore -non volendo credere a una motivazione infantile come il colore della nazionale di calcio- ritiene che questo, così come la scelta dei caratteri pieni e rotondi, sia un tentativo di sfruttare i meccanismi inconsci del lettore per rilassarlo: da tempo la ricerca psicologica ha infatti verificato che il blu

[...] è purificante ed è il colore dello spazio. Induce all’introspezione, alla sensibilità, alla calma e serenità. Molto utile in caso di stress, nervosismo, ansia, insonnia, irritabilità e infiammazioni. Ha proprietà antisettiche, astringenti e anestetizzanti. Si usa in tutti i sintomi che sviluppano calore e nei dolori: mal di gola, laringiti, raucedine, febbre, spasmi, reumatismi. (http://www.disinformazione.it/cromoterapia.htm)

Lieto di non essere affetto da alcuno di questi malanni, il relatore procede a compiere una lettura più approfondita.
Il testo è propaganda camuffata da saggistica socio-politica.
Immediatamente l’analisi rivela incongruenze. I sottotitoli -nominali e perentori- per forma e contenuto sembrano suggerire capacità d’azione, risolutezza ed efficienza. Colpisce così che siano accostati a fotografie di noti e costosi disservizi, come lo sono un’assemblea parlamentare italiana, un treno italiano e l’apparato di Pubblica Sicurezza italiano. Possibile che si tratti di progetti futuri? Lo fanno sospettare la quarta fotografia che ritrae case appena costruite su una spianata di terra -spesso simbolo di una società giovane in espansione- e la quinta, in cui il tale Berlusconi si rivolge a un uomo di colore -aspetto formale, circa 40 anni e una bandiera degli Stati Uniti spillata sul risvolto della giacca- e sembra comunicargli qualcosa di molto importante e segreto, visto che non si fa scrupolo di parlargli all’orecchio pur trovandosi di fronte a un microfono.

Anche il resto dello stampato lascia perplessi. Nel complesso è leggibile e di ritmo sostenuto, ma non entusiasma affatto. Il lessico mantiene sempre un registro medio, adatto a tutte le tipologie di lettore, come se gli autori non avessero voluto correre alcun rischio di urtarne la sensibilità. Il testo è permeato da un certo ingenuo entusiasmo e da un ottimismo eccessivo fino alla stucchevolezza, che dapprima coinvolge, ma successivamente priva il lettore del pathos necessario all’identificazione con il protagonista e finisce irrimediabilmente per stancarlo. Soprattutto, con la possibile eccezione di quelli che ho ritenuto essere progetti per il futuro, non dice nulla che non sia già stato scritto e letto.
Il relatore non si dilungherà in una puntigliosa analisi semiologica e estetica, perché eccederebbe le finalità di questa relazione. Tuttavia, per l’impegno deontologico che la sua professione richiede, gli corre l’obbligo di fare tre segnalazioni:
•    i titoli di pagina e di sezione sembrano contraddire la percezione che il relatore ha della realtà del proprio paese, così come le percezioni di un gran numero di suoi conoscenti, tutti lavoratori d’esperienza e cultura, della cui parola non c’è da dubitare;
•    nelle pagine quartultima e terzultima si compie il tentativo -maldestro e agiografico- di associare il successo della Nazione e finanche la Nazione tout court a tale Berlusconi Silvio, alle cui capacità è demandata in toto la crescita passata, presente e futura dell’economia e della diplomazia;
•    sembra che i grafici e gli impaginatori dello stampato abbiano cercato -attraverso un’oculata cernita del materiale fotografico- di celare l’effettiva statura del suddetto Berlusconi Silvio. Il relatore è giunto a questa conclusione dopo aver considerato: che il soggetto sembra in grado di acquistare calzature di cui non provare vergogna; che il soggetto è quasi sempre ritratto vicino a una e una sola persona alta come lui, a mezzo busto o con un oggetto che gli copre i piedi e che, nel caso ciò non sia possibile, ha avuto l’accortezza di sistemarsi vicino a persone alte come lui. Occorrerebbe accertare se il soggetto non sia affetto da complessi di cui già si ebbe nota per quanto riguarda la figura di Bonaparte Napoleone, Imperatore dei Francesi.

Conclusione: l’opera appare al relatore priva di qualunque valore letterario, noiosa, di scarsa utilità e da non prendere sul serio.
Ma è possibile che, dopo una settimana di duro lavoro, sia troppo stanco per coglierne il lato umoristico.


set 13 2010

La violenza fascista ha rotto

Alberto Brancolini

Questo manifesto è disponibile, in formato A1, per chiunque lo voglia stampare (50 MB).

laviolrottoa4

Download the poster (A1).

Imperia è una città di destra, non abbiamo il minimo dubbio, ma speravamo che certi episodi appartenessero al passato. Invece abbiamo scoperto che diversi ragazzi che frequentano il centro sociale La Talpa e l’Orologio hanno subito aggressioni a movente politico. Sappiamo che la banda protagonista degli attacchi ha agito in pieno giorno e in luoghi aperti: questo non testimonia solo spudoratezza, dimostra soprattutto una certa coscienza di impunità. Sfortunatamente, è presente anche in molti, troppi adulti una cultura della violenza contro chi è di sinistra ed è sintomatico che i figli di queste persone finiscano per mettere in pratica ciò che in casa rimane confinato alle parole.

C’è un problema culturale e uno, più immediato, di sicurezza. La risposta della Sinistra imperiese sarà forte, articolata e si avvarrà di tutti i mezzi disponibili.

Per quanto mi riguarda, ho ideato questo bel cazzottone nello stomaco borghese. Pardon, della gente-per-bene (ché borghese non si usa più).

Ho lasciato spazio vuoto in basso perché ci sia posto per quanti più simboli possibili di partiti, associazioni e quant’altri che si riconoscono nell’antifascismo.

Lo slogan è piuttosto colloquiale, ma mi è sembrato perfettamente figurativo -in altri contesti potrei dire icastico- e adatto al disegno.

Ho realizzato il manganello con Maya e allo stesso modo ho illuminato lo sfondo, affinché i chiaroscuri e la bumpmap creassero un mood piuttosto contrastato e crudo. Ho montato i due monconi e la spaccatura con Photoshop.


ago 29 2010

Mafiosissima 2010

Alberto Brancolini

Mafiosissima 2010 si è conclusa. Un grande successo dei giovani dei partiti e delle associazioni di sinistra imperiesi. Un seguito forte e convinto che si è unito per ricordare che la provincia di Imperia è infestata dalla criminalità organizzata e per dirlo chiaro e forte, contro i locali rappresentanti delle istituzioni che tentano -spesso in modo patetico- di minimizzare o nascondere questo grave aspetto della realtà con la giustificazione della “pace turistica”.

Nel corso dell’evento, si è svolta una conferenza dal titolo La mafia nel Ponente ligure a cui hanno preso parte Sebastiano Venneri (Vice Presidente Legambiente nazionale), Marco Preve (giornalista di Repubblica e scrittore) e Matteo Lupi (portavoce dell’associazione Libera).

Un po’ di rassegna stampa sul web:

Mafiosissima, Strescino s’infuria con il suo sosia

Imperia: Mafiosissima 2010, Strescino non c’è. Il suo sosia si esibisce in un rap ironico

Da questa mattina fino a tarda notte Mafiosissima 2010 alla Spiaggia Scaletta di Imperia

Segnalo che è stato visto aggiararsi nei pressi della manifestazione questo individuo pericolosissimo e di dubbia moralità (paparazzato di Guido Guglielmi):


lug 27 2010

Striscione per Cortei dei GD Imperia

Alberto Brancolini

Semplice e lineare, chiaramente visibile a distanza, questo striscione di 3 x 0,8 metri (non 1 metro, per non sbattere nei piedi) è stato concepito per adattarsi a quante più occasioni possibili, senza perdere il valore centrale della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Ho vivacizzato lo sfondo con una fotografia di una folla in corteo, tanto per rimarcare il concetto.

striscione

E finalmente giunse il giorno 11 dicembre 2010 e la grande manifestazione PD di Roma (in cui eravano circa 50, come risulta dai dati della Questura).

striscione

lug 21 2010

Non abita qui

Alberto Brancolini

Non abita qui è un cortometraggio di finzione, nato da un’idea di Antonella Viale e mia, che ho realizzato come progetto finale del corso SAE DFM 1108 (febbraio-maggio 2010). Buona visione, il commento dopo.

incorporato da Embedded Video

vimeo Direkt

Perché: Non abita qui è una breve detective story che contiene elementi sociali. Il film racconta un dilemma morale e giudiziario. In più, stigmatizza la legge 94/2009 che reifica la condizione di clandestinità. Ho voluto ricordare a tutti, nel modo più avvicente possibile, che Giustizia e Legge sono due concetti separati: la prima è un sentimento (è, diciamo, soggettiva), la seconda è un fenomeno sociale istituzionalizzato (è oggettiva). La Legge dovrebbe sempre essere ispirata alla Giustizia, specialmente in un paese di credenti -per il religioso, Dio è garante della giustizia della Legge poiché emana direttamente da lui che è il sommo Bene- ma sappiamo che non è così.
Oltre agli elementi socio-politici, c’è un elemento stilistico: un’estetica della presenza, in cui il punto di vista (la camera, ma anche il microfono) fa parte in modo percepibile dell’ambiente che riprende.

Dove: Volevo girare a Genova: il melting pot in cui le molteplici espressioni delle culture del mondo si fondono in un unico fluido. Per questo, ho cercato la collaborazione della Genova>Liguria Film Commission. Genova è un set eccezionale -ogni scorcio è uno spettacolo- in cui i personaggi del film si inseriscono bene: è normale incontrare per i vicoli immigrati, poliziotti e ogni genere di umanità. Né sono rari i delitti.
Il contesto delle riprese era fondamentale per l’obiettivo che mi ero prefissato: dimostrare che è lo sguardo del cineasta a fare il cinema. Chiunque può girare qualcosa, anche con il telefonino. Ma il vero regista crea un mondo nuovo con il suo sguardo. E, in questo caso, in tre giorni scarsi, muovendosi fra tre città: Milano, Genova e Imperia. Che è difficile (tanto che ho dovuto rinunciare a girare buona parte delle scene di raccordo previste).

Come: Di solito si lavora per addizione: si prende uno spazio più o meno vuoto -la scena- e lo si riempie, si mettono in scena oggetti e persone. Si crea un mondo e poi lo si riprende. Ma creare un mondo costa caro. E si rischia sempre di dimenticare qualche dettaglio, insignificante per la logica, ma importante per trasmettere il senso di vissuto. Gli attori, specie se giovani e/o inesperti, poi, non sempre riescono a essere i personaggi che hanno il compito di interpretare.
Tanto vale, allora, lavorare per sottrazione: ho rimosso la messa in scena (nei limiti, ovviamente); ho cercato attori non professionisti (a parte i due carabinieri, Marco Pesce e Giuseppe Socratini e il morto, Giorgio Caprile); ho girato all’aperto, in mezzo alla strada, esposto ai rumori e a qualunque cosa potesse accadere. I personaggi sono stati calibrati sulle persone che li interpretavano e hanno ereditato le loro maschere. Antonella Viale indossa abitualmente quel trench e fuma con il bocchino. Chafiq è semplicemente sé stesso. Battista (che è davvero il figlio di Antonella) ha partecipato solo a recite scolastiche. Hamza Roberto Piccardo conosce Antonella Viale da tutta la vita e il battibecco colto è tra i loro modi caratteristici di comunicare. I commercianti sono proprio gli esercenti dei negozi, a parte Simone Barbagallo che si è prestato all’ultimo secondo per interpretare la parte del soffia razzista.
Dopo aver contestualizzato i personaggi, toccava a me trovare il punto macchina migliore per rendere la scena fluida e accattivante, partendo tuttavia da un’auto-limitazione imposta da motivi logistici e stilistici: ripresa rigorosamente a mano (ahimé, meno salda del previsto… mea culpa) e valori della camera piatti: volevo un estetica da video virale. Così, grazie allo sguardo educato del regista, il cinema può apparire anche lì dove non sembra ci sia.

Suono: Il suono -qui, purtroppo, penalizzato dalla compressione- merita un discorso a parte. Sapevo che mi sarei trovato in mezzo ai rumori della città, quindi li ho usati: ho approfittato dell’opportunità di incorporare l’ambiente e sfruttarlo a fini estetici. Della ripresa in stereo nativo, del missaggio e della scelta delle musiche si è occupato in modo brillante Alberto Migliore, diplomato SAE e laureando nel corso BA.